Whv e vivere e lavorare in Australia

L’INIZIO

Concluso nel dicembre 2014, in 139 giorni, il mio viaggio via terra da Milano all’Indonesia, avevo deciso di spostarmi in Australia per visitare la nazione e trovare un lavoro che mi permettesse di recuperare i soldi appena spesi nei cinque mesi di viaggio appena conclusi. L’idea era di fermarmi in Australia fino a giugno e tornare poi in Italia, concludendo il mio “anno sabbatico” e riprendendo la “vita” che avevo interrotto.

Le cose in realtà, si evolsero diversamente. Mi trovai molto bene in Australia e soprattutto, i lavori che avevo trovato, mi avevano inaspettatamente permesso di mettere da parte molti più soldi di quanto preventivato, tanto da farmi restare nella terra dei canguri più del previsto. Addirittura, terminato l’anno di lavoro, mi accorsi di aver risparmiato soldi a sufficienza per potermi permettere un altro anno di viaggio, senza dover lavorare … Così, decisi di tornare in Italia in autostop, partendo da Singapore … ma questa e’ un’altra storia…

L’avventura Australiana incomincia con l’Application per il WHV, cioè il Working Holiday Visa, il visto lavorativo, che permette di vivere e lavorare in Australia, con gli stessi diritti fiscali di un cittadino australiano. Davvero facile da ottenere, tanto che lo avevo richiesto on line, al sito del governo australiano nel link sotto, quando stavo ancora a Vladivostok in Russia. Bisognava solo seguire i passaggi e rispondere accuratamente alle domande.

https://immi.homeaffairs.gov.au/visas/getting-a-visa/visa-listing/work-holiday-417

Atterro in Australia a fine dicembre e trascorro il primo mese girando tra le città: Adelaide, Sydney e Melbourne, un po’ da turista, un po’ per vedere che aria tira nelle diverse città e capire dove mi convengs stabilirmi a vivere.

A fine gennaio, ho deciso che sarebbe stata Adelaide la prescelta. Sebbene apparentemente più “noiosa” e poco vivace rispetto alle dinamiche e multiculturali Sydney e Melbourne, mi poteva però garantire molta meno concorrenza nel trovare lavoro. Pochi backpackers infatti scelgono la capitale del Sud Australia per fermarsi a vivere. In più, conoscevo una famiglia italiana che mi avrebbe potuto ospitare i primi mesi.  Adelaide infatti si rivelò perfetta.

LA CASA

Come detto i primi mesi della mia permanenza australiana li trascorsi a casa di una famiglia “italiana”, cioè australiani, nati da genitori emigrati dall’Italia. Mi ospitavano con piacere, in cambio di compagnia, un piccolo contributo per la spesa, qualche lavoretto di giardinaggio e la voglia di praticare l’italiano e avere un “connazionale” in giro per casa. Persone generosissime, con cui trascorro mesi davvero piacevoli e grazie alle quali riesco a dedicarmi alla ricerca di un lavoro senza troppi problemi, non avendo da pagare la mia permanenza in ostello, che in Australia costa minimo 25 dollari australiani per notte!

Nel frattempo, oltre che cercare lavoro, iniziavo a cercare anche una camera in affitto altrove in modo da non sfruttare troppo la generosa ospitalità della famiglia. Qui la chiave è Gumtree, il sito più importante per chiunque arrivi in Australia. Su Gumtree infatti si trovano annunci di lavoro, annunci di affittacamere e compravendita di materiale di seconda mano. In qualche mese infatti, grazie a gumtree non solo avevo trovato un lavoro extra, ma anche un camera in affitto in una casa vicino alla ditta dove lavoravo.

Vivendo ad Adelaide appunto, l’affitto era di solo un centinaio di dollari a settimana, sebbene mi trovassi a pochi chilometri dalla “City”. Una camera come la mia in città come Melbourne o Sydney, sarebbe costata minimo tre volte tanto.

IL LAVORO

Il lavoro…  motivo principale di chi va in Australia con il working holiday visa !!! Necessario strumento per poter sopravvivere nella terra dei canguri, motivo per il quale è bene trovarlo il prima possibile, altrimenti i soldi finiscono in fretta.

Il primo step per la mia esperienza è ottenere comprare un sim australiana, fondamentale per tutti i passaggi successivi.

A questo punto è importante aprire subito un conto in banca. Ci sono svariate possibilità. Io ero con Commonwealth Bank e mi sono trovato benissimo.

Poi arriva un passaggio fondamentale: ottenere il Tax file number, un codice numerico di nove cifre, rilasciato dal governo australiano, che permette di poter essere assunto legalmente.

Eseguiti questi tre passaggi può partire la ricerca del lavoro senza alcun intoppo. Le fonti per trovare lavoro sono tre: Online su gumtree, bussando porta a porta e consegnando il Cv e in ultimo grazie alle conoscenze che si fanno in giro (il classico amico del cugino dello zio che sta cercando un cameriere etc etc…).

Nel mio anno in Australia ho fatto tre diversi lavori, ognuno dei quali “trovato” da una fonte differente: magazziniere, trovato grazie ad un amico, fisioterapista, trovato su gumtree, e carico scarico, trovato bussando in una ditta vicino casa.

I contratti di lavoro sono generalmente “casual”… Cioè senza ferie e malattia pagate… ti pagano per quanto lavori! Ma per un backpackers è la soluzione migliore, garantendo assoluta libertà di movimento e fruttando più soldi, visto che è un contratto fiscalmente meno rigido.

Il sistema di tasse è per altro incredibilmente efficente. Non dimenticate alla fine dell’anno fiscale di richiedere il Tax Return, cioè i soldi di tasse che avete pagato in più. Alla fine del Whv si può anche chiedere di ricevere subito la pensione, ottenendo i contributi versati durante l’anno di lavoro.

LA VITA IN “STATISTICHE”

Questa è una breve intervista, che avevo rilasciato al sito MangiaViviViaggia, che racconta, a livello “statistico”, di come possa rivelarsi estremamente positiva un’avventura australiana… (tralasciando le mille avventure, esperienze e i momenti indimenticabili, vedi video e foto sotto)

Il costo della vita in Australia è sicuramente alto ma il fatto che vivessi ad Adelaide (non una delle città “top”) e che vivessi prima ospite di una famiglia di origine italiana, alla quale pagavo un affitto basso e sistemavo il giardino, e poi in una casa condivisa con un paio di asiatici, ha fatto sì che la mia spesa media per vivere si aggirasse intorno ai 118 euro a settimana.

Una cifra non molto diversa da quella che spendevo a Milano.

La differenza riguardo a Milano era però il lavoro, che, seppur molto faticoso e più noioso di quello che facevo a casa, economicamente non aveva paragone.

Ho svolto fin da subito 3 lavori alla settimana perché avevo bisogno di soldi, e questo mi garantiva un’entrata di circa 1000 euro a settimana.

Appena la stanchezza e la voglia di godermi la vita australiana si sono fatti sentire sono sceso a 2 lavori a settimana (garantendomi 660 euro circa a settimana) e successivamente uno solo (garantendomi 520 circa a settimana).

Grazie ai mesi di lavoro in Australia ho finanziato tutto il viaggio in Asia e in Oceania. In più sto ancora aspettando di ricevere la pensione lavorativa australiana.

Video Australia:

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...