Trasferirsi in Cina…perché e come?

Rientrato in Italia a dicembre 2016, ho ricominciato subito a fare qualche lavoretto nell’ambito sportivo, settore nel quale sono laureato e nel quale avevo lavorato per otto anni prima di licenziarmi e partire.

Ho impiegato poco tempo però a capire, che la mia sete di scoperte e la mia fame di avventure non era ancora finita, anzi accresciuta da una profonda passione per l’Asia. In più non mi sentivo stimolato a riprendere immediatamente a fare i lavori che facevo prima di partire nel contesto in cui li facevo. Volevo continuare ad esplorare, a scoprire… a mettermi in gioco. Nella mia testa quasi spontaneamente e senza ponderare la scelta, decido che andrò in Cina.

Perché la Cina? Le ragioni principali sono tre:

  • Mi piace il paese e mi interessa provare a viverci per un periodo sufficiente ad immergermi in quella realtà;
  • C’è una fortissima richiesta di insegnanti stranieri ed il basket è lo sport più praticato nel paese, quindi potrei trasferirmi lì a fare il mio lavoro (insegnante di educazione fisica o allenatore di basket)
  • Gli stipendi sono altamente concorrenziali e questo dovrebbe permettermi di mettere via qualche soldo per viaggiare durante le festività e vacanze.

Inizio così a mettermi alla ricerca di informazioni utili e necessarie per trovare un lavoro in qualità di insegnante di educazione fisica o allenatore di basket in Cina appunto. Comincio cercando su google siti di università e scuole a cui rivolgermi, ma sono tutti in cinese ed i pochi con un indirizzo email comprensibile non risponderanno mai alle mie richieste. E’ evidente che la strategia non funziona. Chiedo allora qualche suggerimento a Jeremy (vedi articolo precedente) e Yana, due amici conosciuti in viaggi, entrambi insegnanti in Cina. Mi consigliano di iscrivermi ad uno dei principali siti di offerte di lavoro del paese….

…Mi si apre un mondo. Centinaia e centinaia di annunci alla ricerca di maestri e professori di inglese, e, di tanto in tanto, anche allenatori di basket o di PE (physical education) teacher. I requisiti richiesti sono generalmente gli stessi: tra i 25 e i 40 anni, laura specialistica (ma va bene anche la triennale), madrelingua inglese (ma va bene anche non madrelingua), fedina penale pulita e dai due ai tre anni di esperienza nel campo dell’insegnamento. In cambio vengono offerti contratti che generalmente recitano: 20-25 ore di lavoro di settimanali, stipendio dai 1500$ ai 3500$ al mese, ferie pagate, assicurazione sanitaria inclusa, appartamento garantito e rimborso spese del visto e del volo a fine contratto. UN SOGNO!!!

Come si dice in questi casi però…non è tutto ora quel che luccica. Inizio subito a rispondere ai vari annunci presenti, venendo immediatamente ricontattato. Scopro però, dopo alcune ricerche in internet che, gli autori degli annunci appunto, non sono le scuole ma agenzie intermediarie tra i vari “provveditorati” e gli insegnanti stranieri. Posso fidarmi? Controllo in internet ma è difficilissimo reperire informazioni. E’ evidente però che alcune agenzie sono molto serie e altre totalmente disorganizzate. Alcune addirittura sono vere e proprie truffe. Ci vogliono diverse settimane prima di trovarne una che sembri realmente efficiente ed organizzata e che mi possa offrire un lavoro in una città nella quale mi interessi vivere. Questo è un altro grosso problema. La Cina ha un’estensione maggiore dell’Europa. Questo vuol dire che trasferirsi lì a vivere può voler dire finire indifferentemente in un posto che potrebbe variare tra Manchester e Palermo. Diciamo che potendo scegliere…andrei più per una città di mare con il sole tipo Palermo…

Contemporaneamente alla ricerca di una valida alternativa inizio a “legalizzare” e tradurre i miei documenti per rendermi ufficialmente candidabile e lavorare in Cina. Qui mi devo scontrare con il pietoso sistema burocratico italiano. Il governo cinese mi richiede attestato di laurea, casellario giudiziario e certificato medico legalizzati dall’Ambasciata Cinese a Milano. L’Ambasciata può legalizzare solo questi documenti una volta autenticati dalla prefettura di Milano. La prefettura di Milano autentica solo i moduli firmati in originale da un membro dell’ente emettente il documento con firma depositata in prefettura…..Insomma passo due mesi a girare per Milano tra uffici e tabaccherie, a comprare le svariate marche da bollo da 16euro, necessarie per la legalizzazione dei documenti. L’inefficienza della burocrazia italiana rallenta i tempi ma riesco comunque ad ottenere tutti i documenti e a farli legalizzare dall’Ambasciata cinese. Inizio poi a spedirli alle varie agenzie, corredati dal Tefl, il certificato per insegnare in inglese, conseguito tramite un corso on line.

In primavera intanto inizio a ricevere diverse proposte di lavoro in Italia, tutte soddisfacenti e stimolanti ma a malincuore le rifiuto tutte, consapevole che la mia prima scelta è la Cina. Passo un periodo piuttosto confuso ed incerto, mandando curriculum, leggendo contratti di lavoro scritti un po’ in cinese ed un po’ in inglese. La agenzia con cui ho i maggiori contatti vuole mandarmi a Batou, nella regione dell’Inner Mongolia, una delle città più inquinate al mondo e dove d’inverno si arriva facile a meno venti. Ovvio che non sia una soluzione di mio gradimento. Un’altra si rivela troppo poco affidabile e perdo volutamente i contatti. Inizio a temere di restare senza lavoro. Poi però entro in contatto con un’agenzia di Hangzhou. Cercano allenatori di calcio, di basket e insegnanti di educazioni fisica. La paga è buona, mettono a disposizione la casa e soprattutto mi manderebbero in una città tra: Chengdu, Hangzhou e Shenzen, tutte e tre di mio altissimo gradimento. Durante l’estate, inizio ad intensificare i contatti. Gli mando i documenti, loro mi mandano una copia del contratto e rispondono in maniera soddisfacente a tutte le mie perplessità. Sembrano parecchio disorganizzati ma comunque affidabili. L’attesa si dilata a causa della burocrazia cinese questa volta, che è lenta ad assegnare i maestri e professori nelle varie scuole. A metà agosto sono ancora incerto sul da farsi.

Il 21 agosto ricevo una email, c’è un permesso di lavoro cinese. Mi aspettano a Shenzen per il 30 agosto. Ho poche informazioni. Non so se insegnerò basket, calcio o educazione fisica, so solo che mi chiedono di volare ad Hong Kong. Qualcuno mi aspetterà al confine con la Cina e mi aiuterà ad ottenere il visto provvisorio in attesa di quello ufficiale e verrò messo in albergo per qualche giorno, giusto il tempo di essere assegnato ad una scuola, aprire un conto in banca e fare le visite mediche necessarie per ottenere un permesso di lavoro annuale.

Sono eccitato all’idea…inizia l’avventura…

 

4 pensieri riguardo “Trasferirsi in Cina…perché e come?

  1. Ciao Claudio, che coraggio e ti dirò che quasi quasi lo farei anche io. Qual è il sito di annunci così da poterli consultare pure io? La tua agenzia si occupa solo di insegnanti?

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