Shenzen e … la vita da “Expat” in Cina

A ormai più di tre mesi dal mio arrivo a Shenzen, totalmente calato nella quotidianità cinese, è tempo di tracciare un breve bilancio su cosa voglia dire vivere qui da “immigrato di lusso”.

Doveroso iniziare presentando lo scenario nel quale vivo: Shenzen. Quando iniziai a cercare lavoro in Cina era inserita nella TopTen delle mie destinazioni più gradite ma non era certo in cima. Vantaggiosa perché vicina al mare, poco inquinata, e con un clima mite 365 giorni all’anno ma troppo commerciale, essendo la capitale economica dell’import-export cinese, asettica e con molti occidentali a renderla globalizzata e poco “tradizionale”. In realtà, sono poi finito a lavorare in un quartiere periferico della città. Uno dei quartieri storici, trovando un giusto compromesso tra una autentica “vita cinese” nel mio distretto e sprazzi di occidente quando vado in centro città nel week end.

La differenza tra il mio quartiere ed il centro è abissale. Due mondi completamente diversi. Qui dove vivo, sono praticamente l’unica faccia bianca e, a due mesi dal mio arrivo, suscito ancora stupore, curiosità e talvolta diffidenza tra la comunità locale. In centro città lo straniero è invece qualcosa di assolutamente normale visto l’altissimo numero di insegnanti e venditori/compratori stranieri.

La vita nel mio quartiere è molto semplice e rilassata. Appena sveglio generalmente vado a fare la colazione al baracchino in strada che cucina spaghetti fritti oppure compro del caffè solubile e biscotti che consumo nel mio ufficio a scuola. La mattina e il pomeriggio li passo a scuola, tra le poche ore di insegnamento e le tante ore in ufficio a leggere, studiare cinese e scrivere. Pranzo sempre alla mensa degli insegnanti della scuola che propone riso e due pietanze di carne e due di verdura. Dopo qualche settimana, alcuni temerari colleghi cinesi hanno addirittura iniziato a sedersi a tavola con me.

Finito l’ultimo allenamento di basket alle 5.30 esco da scuola e generalmente vado al parco a correre o al campetto a giocare a basket prima di tornare a casa, fare la doccia e riuscire per cena. Ceno fuori tutte le sere, per due motivi: mangiare fuori è spesso più economico che fare la spesa e poi, cucinare a casa, vorrebbe dire produrre molti rifiuti, che sarebbero un goloso richiamo per scarafaggi e altri insetti, che preferirei evitare. Mangio sempre nei soliti tre o quattro ristoranti intorno a casa. C’è ne uno costoso ma molto “pettinato”, dove fanno il pollo in agrodolce più buono di Shenzen. Oppure vado al Barbecue, dove posso scegliere i prodotti che vengono grigliati al momento ed insaporiti con diverse spezie e salse. Le cene fuori mi costano generalmente da 1 a 4 euro. Dopo cena torno a casa e concludo la sera sul pc tra film, documentari e partite di basket.

Raramente mi capita di uscire con i miei colleghi cinesi. Pochi parlano inglese e quei pochi che lo parlano, lo parlano così male che già faccio fatica a capirli a scuola, figurarsi dopo due birre … Esco invece spesso con gli altri insegnanti della mia agenzia che lavorano nella mia zona di città. Viviamo tutti un po’ distanti ma ci troviamo sempre almeno una sera a settimana e nel week end. Siamo un gruppo affiatato ormai. Una ventina di insegnanti tra i ventidue e i trent’otto anni da otto diverse nazioni.

Alcune brevi considerazioni su Shenzen e la vita da “Expat”:

-Shenzen, così come la intendiamo, nasce nel 1978 … In sostanza è coetanea di Gianluigi Buffon

-Shenzen è gemmellata con la città italiana di: … Brescia…questo già dovrebbe far capire molte cose…

-Nel 1978 a Shenzen c’erano 30.000 persone: pescatori e commercianti. Nel 2017 ce ne sono 13 milioni, registrando il più grande incremento demografico del pianeta. In sostanza trent’anni fa aveva gli stessi abitanti di Novate Milanese ed ora ha il corrispettivo di: Milano, Roma, Napoli, Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Catania, Cagliari, Palermo, Gordona, Quarto Oggiaro, Cinesello Balsamo e Sesto San Giovanni…

-Alcuni locali e discoteche del centro città per accalappiarsi più clienti occidentali possibili (che a loro volta attraggono clienti cinesi), offrono particolari pacchetti di ingresso tipo: ingresso otto euro-All you can Drink. Cioè paghi otto per entrare e la cameriera ti mette sul tuo tavolo una boccia di vodka, una di run, una di gin, una decina di lattine di soft drinks e il tubo di birra da due litri …

-Guandong, la provincia dove vivo è grande come tutto il centro-nord italiano. Però ospita 120 milioni di persone (contando Hong Kong), cioè gli stessi abitanti presenti in Italia e Francia.

– Bao’An, il quartiere dove vivo, ha una superficie tre volte maggiore di quella di Milano

-La metropolitana di Shenzen ha 8 line, per un totale di 199 stazioni e oltre 280km coperti. Il costo di una corsa va dai 20 centesimi di euro per un tragitto breve ad un massimo di 1,5 euro per attraversare la città. La line 11, che va all’aereo porto, ha treni che viaggiano a 120km/h, rendendolo raggiungibile in solo trenta minuti dal centro città.

-La fermata della metropolitana di “Futian” ha 32 uscite. Trentadue!!! Trenta – due!!!

-Il numero di espatriati occidentali a Shenzen è clamoroso. Sensibilmente più donne che uomini. Le nazioni più rappresentante(fortunatamente): Russia e Ucraina.

-Ogni mattina vado a scuola a piedi. Otto minuti di tragitto tra le strette vie del mio quartiere. Il secondo giorno di lavoro, ad un piccolo incrocio mi imbatto in una macelleria. Espone le foto degli animali in vendita e distrattamente dò una occhiata. C’è una capra, una mucca e … un cane! Guardo stupito la macellaia che sorridendomi inizia ad abbaiare per farmi capire che ho capito bene…

-Una pinta di birra in centro città costa 4 euro e cinquanta… Nei bar vicino a casa mia va dai sessanta agli ottanta centesimi di euro.

-Cinquecento euro mensile è la spesa media per vivere qui, comprendente: appartamento in affitto, bollette, telefono, 30 colazioni in strada, 30 cene al ristorante, una seduta di massaggi, qualche birra nel week end e … il pietoso caffè solubile Nestcafe.

-Spesso andavo al parco a fare qualche esercizio fisico alla sbarra e alle parallele. Ogni volta, qualche cinese mi chiedeva di fare una foto accanto a me. Domenica mattina dopo dieci trazioni consecutive, un gruppo di anziani cinesi si avvicina e mi chiede di posare con loro mostrando i bicipiti. Io mi sento un misto tra Yuri Chechi e Stallone e mi metto in posa con orgoglio virile. Poi però iniziano ad allenarsi loro…Uno cammina sulle mani, due fanno la gara a chi fa a spaccata più completa ed un altro si mette in verticale sulle parallele … Tutti ridendo e chiacchierando … Da quel momento ho iniziato ad andare al parco solo per correre.

-Qui i centri massaggi sono una cosa seria. Con venti euro una cinesina di un metro e quaranta ha fatto scricchiolare tutte le mie vertebre usando una sola mano. Con cinque euro mi ha pulito le orecchie usando uno stuzzicadenti lungo venti centimetri … avevo paura che lo volesse fare uscire dall’altro orecchio.

-Da quando frequento il campetto di basket dietro casa mia spesso, dopo un errore al tiro, si sente dire: “Polca Tloia”.

-Quando sono io a sbagliare un tiro facile, il “P…. T ….” lo pronuncio assicurandomi che il suono della “R” riecheggi in tutto il quartiere, raggiungendo la massima soddisfazione personale ed ottenendo il rispetto generale di coloro che non possono pronunciarla.

-I bambini cinesi, a differenza di quelli italiani, quando giocano a “guardie e ladri” preferiscono fare le guardie. All’inizio ero incuriosito da questo loro atteggiamento, poi a pensarci bene, forse solo in Italia preferiamo fare i ladri rispetto al ben più nobile ruolo della guardia.

-Che i cinesi fossero un po’ asessuati già lo sapevo ma andare a trovare i miei colleghi nel loro dormitorio, popolato da quindici ragazzi e quindici ragazze, tutti dai venti ai venticinque anni, tutti single e vedere che vanno tutti a letto alle dieci di sera senza lasciare tracce di lattine di birra o carte di preservativi … un po’ di tristezza me l’ha messa … Come diamine fanno ad essere così tanti???

-Il mio assistente allenatore, Mr. Chen, uno dei primi giorni insieme, mi ha confessato di preferire la sua famiglia al lavoro…poi mi ha detto di non dirlo a nessuno.

-Essendo le ragazze cinese generalmente molto carine e gli uomini “così così” si è creata una sproporzione nell’attività sessuale degli occidentali a Shenzen dove, gli uomini non hanno concorrenza potendo pescare tra ragazze cinesi e straniere mentre le donne occidentali, “pescando” solo tra uomini occidentali, si vedono decurtare il numero dalla concorrenza con le ragazze cinesi. Ho visto ragazze russe che in Italia farebbero girare un intero locale lamentarsi che non se le fila nessuno.

-Sapevo che in Cina ruttare in pubblico non è considerato maleducazione ma sentire le tue colleghe d’ufficio, delle graziose e minute mestrine di vent’anni, che, vestite eleganti, tirano giù rutti più rumorosi di tuo zio alla festa della birra…bè proprio non riesco ad abituarmici.

-A Shenzen ci sono tre tipi di taxi: quelli rossi, che possono girare in tutta la città. Quelli verdi, che possono girare solo in un quartiere specifico e le moto-taxi, che oltre ad essere i più economici, sono anche i più veloci perché possono imboccare, vie, viali ed autostrade in contromano.

-I supermrcati chiudono alle 23.00…La metropolitana chiude alle 23.30… I parrucchieri non chiudono mai…

15 pensieri riguardo “Shenzen e … la vita da “Expat” in Cina

  1. Molto interessante Claudio . Ti sei inserito bene in quella realtà . Ti ammiro. La metro con ..32 uscite…mi lascia senza parole…. È tutto così diverso. ..

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  2. Finalmente qualcuno che scoperchia la realtà dei vecchietti d’acciaio cinesi! Io e le mie amiche passeggiavamo tranquillamente nel parco del tempio del cielo e siamo arrivate a una zona con ogni tipo di attrezzo sportivo all’aperto… Da lontano vedevamo dei giovani pompatissimi che facevano trazioni a testa in giù appesi su un palo e tutti con la tartaruga in vista… Ci siamo avvicinate stupite per ammirare questi giovincelli e ci siamo accorte che l’età media era sopra ai 70 XD Siamo state per due ore a guardarli e siamo.tornate anche il giorno dopo!

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  3. Polka Tloia ( per dirlo in Boemo) Claudio, quando tolni salá utile poltale questa tua espelienza nuovamente nelle scuole, ti pale?
    Ti seguimamo con Amole dalla tua amata qualto oggialo!
    Un abblaccio
    Max

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  4. Caro Claudio, resto una tua affezionata follower e mi associo agli amici che aspettano con ansia i tuoi nuovi post e aggiornamenti. Mi piace la tua ironia, mi piace il tuo modo di vedere le cose e come le racconti.. mi fai ridere e sorridere.. Sei bravo, sei bravo un sacco!

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  5. Ti ho appena scoperto in rete… invidia allo stato puro per le tue esperienze di viaggio, COMPLIMENTI! E questi racconti della tua esperienza cinese sono davvero, simpatici, divertenti,curiosi e soprattutto si fanno leggere in un attimo 🙂 !

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  6. Caro Claudio, ho visto per caso il tuo blog e mi sono divertita parecchio nel leggere i tuoi articoli. Amo profondamente la Cina, ho vissuto lì 7 anni e ho provato una nostalgia enorme nel “rivedere” alcune situazioni che solo in Cina sono riuscita a vivere (nel bene e nel male eheh). 加油!

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