La scuola Primaria Cinese

Solo dopo tre mesi di lavoro sto iniziando a capire realmente le dinamiche che si celano dietro ad un sistema scolastico così diverso da quello a cui ero abituato. Ho deciso di scrivere questo articolo infatti solo dopo aver reperito una sufficiente ed attendibile quantità di informazioni. Ecco una sintesi di come funziona la scuola primaria pubblica in Cina. Video su: https://www.youtube.com/watch?v=diNiZQy7Z8k&t=12s

La giornata tipo di uno studente

7.40 Arrivo a scuola. I bambini arrivano tra le 7.40 e le 8.00. Appena arrivano vanno in classe, dove devono dedicare i primi venti minuti della giornata alla lettura, o all’attività sportiva per la quale la scuola è “specializzata”.

8.05-8.35 Attività prescolastica. Alle 8.05 parte una allegra musichetta e tutte le classi disposte su due file eseguono una rigorosa marcia, al ritmo di Yi-Ar-Yi (un-due-uno) dalla propria aula fino al giardino, dove, raggiunto il posto assegnato, si dividono in quattro file, due maschili e due femminili. La marcia continua sul posto finchè non arrivano tutte le classi e poi si inizia l’attività. Il lunedì c’è l’alzabandiera. La banda musicale degli studenti della scuola suona l’inno mentre la bandiera Rossa sale verso il cielo e tutti bambini cantano l’inno eseguendo il saluto militare. Il martedì ed il giovedì stessa procedura ma anziché cantare l’inno vengono eseguiti una serie di esercizi fisici sul posto al ritmo di un motivetto che cadenza i movimenti. Mercoledì e venerdì invece si abbozza una sorta di KungFu a sostituire gli esercizi fisici. Durante queste attività ci sono una trentina di bambini di diverse classi che, con una fascia rossa che va dalla spalla al fianco, camminano tra le file a controllare che i compagni marcino con sufficiente ardore o che abbiano rispettato il codice di abbigliamento della scuola.

8.40-11.50 Lezioni della mattina. Quattro lezioni di soli quaranta minuti intervallate da dieci minuti di pausa.

11.50-14.30 Pausa pranzo. In pieno stile cinese la pausa postprandiale è lunga e pigra. Gli studenti possono tornare a casa per pranzo o fermarsi in uno degli appositi spazi adiacenti alla scuola, dove oltre che mangiare possono portarsi avanti con i compiti mentre gli insegnanti dopo aver consumato il pasto in mensa tornano generalmente in ufficio a schiacciare un pisolino.

14.30-16.05 Lezioni del pomeriggio. Due lezioni di soli quaranta minuti intervallate da un quarto d’ora di esercizi fisici e “automassaggi” in classe.

16.30-17.30 Attività postscolastiche a scelta tra: Calcio, atletica, PingPong, pallacanestro, chitarra e canto.

In Classe

Ogni classe è composta generalmente da quarantacinque – cinquanta bambini, (principalmente maschi che sono clamorosamente più numerosi delle femmine) tanto da sembrare più una piccola tribù che non una classe appunto. Per gestirla meglio l’insegnante assegna degli incarichi ad alcuni studenti ad inizio anno e questi dovranno eseguirli diligentemente tutto l’anno. C’è lo studente che sorregge il cartello con scritto il numero della classe quando si va a fare l’attività mattutina. Ci sono due studenti incaricati di portare la borsa dell’insegnante dalla classe all’ufficio e viceversa. Altri devono mantenere l’ordine durante il cambio dell’ora e riferire all’insegnante in arrivo se qualcuno si è comportato male. Alcuni addirittura aiutano i maestri a correggere i compiti, soprattutto gli esercizi a crocette o risposte chiuse. Insomma una piccola società con ruoli sociali bene definiti.

Le aule sono poco più grandi di quelle italiane, tant’è vero che i banchi sono particolarmente piccoli in modo da poterne inserire cinquanta circa. Il soffitto è sempre tappezzato di bandierine cinese mentre, accanto alla lavagna o in fondo alla classe c’è sempre una rappresentazione della falce e il martello. Ogni classe ha due lavagne “vecchio stile” una posta dietro la cattedra ed una sulla parete di fronte. Le altre due pareti dell’aula sono occupate dalle finestre, elemento necessario in una classe che contiene cinquanta persone. Non c’è aria condizionata in classe ma solo dei piccoli ventilatori posti sul soffitto, fondamentali nei mesi primaverili quando caldo e umidità sono insopportabili. Le finestre invece rimangono sempre aperte che sia estate o inverno, stagione che comunque propone alcune settimane piuttosto rigide.

L’anno scolastico

L’anno scolastico è diviso in due semestri. Il primo da settembre a fine gennaio ed il secondo da marzo a fine giugno. Si va a scuola cinque giorni alla settimana e le uniche vacanze sono: una settimana ad inizio ottobre per la festa d’autunno, un mese a febbraio per il Capodanno cinese e due mesi d’estate per le vacanze estive appunto. C’è qualche altro giorno libero qua e là, come il primo dell’anno o il primo maggio. Alla fine gli studenti fanno circa duecento giorni di scuola come in Italia.

Il Programma

Il programma varia a seconda della classe. Alle elementari il percorso dura sei anni. Inizia quindi all’età di sei anni con il primo grado e termina a undici con il sesto grado. Le materie studiate sono sempre le stesse: Cinese, matematica, inglese, scienze, educazione motoria, arte, musica ed informatica. Diverso invece è la proporzione di ore. Si va dalla:

  • prima elementare con: 12 ore di cinese, 6 ore di matematica, 3 ore di inglese, 4 ore di educazione motoria, 3 ore di scienze, 1 ora di musica e 1 ore di arte,

Fino alla:

  • sesta elementare con: 10 ore di cinese, 6 ore di inglese, 5 ore di algebra, 4 ore di educazione fisica, 2 ore di musica, 2 ore di arte e 1 ora di informatica.

 

Il Sistema scolastico

Il sistema valutativo degli studenti è molto diverso da quello italiano. Non ci sono verifiche o interrogazioni settimanali, né tantomeno di rischiano di essere bocciati.

Ci sono invece due esami, uno al termine del primo semestre ed uno al termine del secondo. Questi esami, che sono uguali in tutta la provincia (forse addirittura in tutta la Cina) decretano un punteggio che seguirà lo studente alle scuole medie e successivamente alla scuola superiore. L’ultimo esame alla fine della scuola superiore si chiama “Gaocao” ed in base al punteggio conseguito da quell’esame si stabilisce se lo studente farà il cameriere/spazzino piuttosto che andare all’università. Il prestigio dell’Università stessa che lo studente può frequentare è stabilito ancora una volta dal punteggio conseguito al Gaocao.

L’intera vita di uno studente in pratica gravita intorno a quell’esame.

 

Conclusioni

Credo che questo sistema scolastico abbia alcuni punti vantaggiosi ed altri meno. Classi da quarantacinque/cinquanta studenti limitano notevolmente la qualità delle lezioni che difficilmente possono essere attive o interattive. Specie quelle di inglese dove, la parte orale è ridotta ai minimi termini e ci si limita solo a ripetere in coro quelle che dice la maestra o quello che c’è scritto sul libro. Un altro punto a sfavore sono le lezioni di soli quaranta minuti, davvero troppo corte.

Il resto però è funzionale ad una società così numerosa e stratificata. L’intero percorso scolastico è altamente competitivo e meritocratico. Ciò costringe lo studente ad impegnarsi. Serve un punteggio alto per poter accedere ad una buona scuola superiore e successivamente all’università. Chi ci arriva quindi è realmente nel gruppo “dei migliori” della sua età.

Inutile fare paragoni con il sistema scolastico italiano. Le realtà nelle quali si collocano sono troppo differenti. Meglio farci un pò ironia con il seguente resoconto…

La mia scuola:

+2000 gli studenti della scuola

131 insegnanti

46 gli insegnanti iscritti al partito comunista, obbligatori in ogni scuola

30 i bidelli, custodi, giardinieri, camerieri e cuochi della scuola

20 le mamme volontarie che lavorano a scuola, controllando l’ordine nei corridoi, sulle scale e all’uscita dalla scuola

18 gli insegnanti di inglese

10 i poliziotti che si alternano all’ingresso

2 le figure mediche nella scuola: la dottoressa e l’infermeria

1 l’unico insegnante della scuola senza occhi a mandorla … Io

 

Alcune considerazioni:

-Tutte le scuole elementari di Shenzhen hanno la stessa divisa per i propri studenti. Una tuta blu e bianca con un piccolo logo verde sul petto con scritto Shenzhen. Devono poi obbligatoriamente indossare anche una sciarpetta rossa, che dà quel tocco di Comunismo proletario anni sessanta.

-Tutti i bambini devono sempre indossare la divisa della scuola, abbinata a scarpe bianche… Tutti i giorni, tranne il mercoledì…Il mercoledì per regolamento possono vestirsi come gli pare, rendendomi testimone dei peggiori abbinamenti cromatici che un essere umano possa concepire.

-I bambini cinesi, a differenza di quelli italiani, quando giocano a “guardie e ladri” preferiscono fare le guardie. All’inizio ero incuriosito da questo loro atteggiamento, poi a pensarci bene, forse solo in Italia preferiamo fare i ladri rispetto al ben più nobile ruolo della guardia.

-Che i cinesi fossero un po’ asessuati già lo sapevo ma andare a trovare i miei colleghi nel loro dormitorio, popolato da quindici ragazzi e quindici ragazze, tutti dai venti ai venticinque anni, tutti single e vedere che vanno tutti a letto alle dieci di sera senza lasciare tracce di lattine di birra o carte di preservativi … un po’ di tristezza me l’ha messa … Come diamine fanno ad essere così tanti???

-Condivido il mio ufficio con le insegnanti di inglese. Sei ragazze. Dopo due mesi sono riuscito ad imparare i nomi. A gennaio ancora non so come pronunciarli, sono una cosa tipo: Siii Uuu, Siii aRR, Siii Fuu, Liu Siii, Lonh e Mou.

-Il mio assistente allenatore, Mr. Chen, uno dei primi giorni insieme, mi ha confessato di preferire la sua famiglia al lavoro…poi mi ha detto di non dirlo a nessuno.

-Sapevo che in Cina ruttare in pubblico non è considerato maleducazione ma sentire le tue colleghe d’ufficio, delle graziose e minute mestrine di vent’anni, che, vestite eleganti, tirano giù rutti più rumorosi di tuo zio alla festa della birra…bè proprio non riesco ad abituarmici.

-La collega di matematica un giorno mi ha chiesto se le “voci di corridoio”, che dicono che bevo il caffè ogni mattina, fossero vere. Ovviamente ho rincarato la dose, dicendole che ne bevo uno anche dopo pranzo. Mi ha guardato come se fossi un cocainomane.

-In uno dei famosi mercoledì dove ci si può vestire liberamente un bambino si è presentato con una maglia con scritto sul petto: “Hang the pedofiles and rapist”

-In tutta la provincia del Guandong c’è un solo libro di testo per studiare inglese alle elementari. TUTTI i cinesi dai 5 ai 20 anni dicono a nastro solo ed esclusivamente le cose scritte su quel libro. Quando chiedo a qualcuno: “How are you?”… Tutti, ma proprio tutti in qualsiasi situazione, in qualsiasi momento della giornata, in qualsiasi luogo, mi rispondo: “Iamfinethankyou!!!”. Pronunciato senza dividere le parole.

-Per un mese ho girato con un pacchetto di caramelle in tasca, Alpelibe alla fragola, pronto a regalarle al primo bambino che mi avrebbe risposto diversamente da: Iamfinethankyou! Un paio di settimane fa, con l’arrivo del primo freddo un bambino mi ha risposto dicendo: “I am cold!”. Io tra un misto di stupore e commozione gli ho allungato il pacchetto e l’ho ringraziato. Lui l’ha preso guardandomi con una faccia del tipo: “Ma questo è scemo!”

-Se sommo il materiale sportivo a disposizione nelle sei/sette scuole elementari dove ho lavorato in Italia non fa la metà di quello che ho a disposizione qui in Cina.

-I bambini a scuola sono mediamente tutti magri…ma quelli in sovrappeso sono davvero enormi…

-Ogni bambino con la testa rasata mi ricorda il piccolo Buddha.

-Durante le giornate di sole tutte le mie colleghe percorrono i cinquanta metri dalla scuola alla mensa con un ombrellino per proteggersi. Un collega di matematica un giorno mi ha detto che noi insegnanti di educazioni fisica siamo sfortunati perché lavorando all’aperto abbiamo la pelle più scura.

-Alla fine … ti accorgi che i bambini sono quasi uguali in tutto il mondo. C’è il secchione con gli occhiali, il panzone “ostracizzato”, la bambina timida e il nanetto birbante. I compiti non piacciono a nessuno, il cambio dell’ora è comunque un delirio e un pallone può determinare la loro felicità.

3 pensieri riguardo “La scuola Primaria Cinese

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...