La principessa Wencheng 文成

La principessa Wencheng 文成

E’ arrivato il momento di presentare colei che avra’ il compito di riportarmi a casa scorazzando tra l’altopiano tibetano, la steppa kazaka e la mitica pianura padana…

Si chiama Wencheng ed e’ una bicicletta di produzione cinese da cicloturismo, comprata in internet alla modica cifra di 2800 yuan(circa 350 euro)… Mi e’ stata presentata da Ruggiero un ciclista italiano che incontrai casualmente nei miei viaggi, prima in Nuova Zelanda e poi,qualche mese dopo, in Nepal. Quando gli avevo detto che cercavo una bici per tornare in Italia dalla Cina, lui mi disse:”ho quella giusta da presentarti”…. cosi’, come nelle piu moderne storie d’amore, mi e’ bastato aprire il link inviatomi da “Rugge”e cercare la stessa bici su TaoBao, l’Amazon cinese.

E’ stato amore a prima vista!!! Era bella…con il telaio nero in alluminio resistente, il portapacchi posteriore prominente e quelli anteriori pronunciati. In piu aveva tutte quelle caratteristiche che ogni uomo cerca in una bicicletta da cicloturismo… ruote 26”(le uniche trovabili in centro Asia nel caso avessi problemi) freni v break facili da sostituire in caso di rottura, cambio 3×8…portaborracce multipli, copertoni non troppo larghi ideali per asfalto e qualche pezzo di sterrato e poi…era supereconomica, ideale se sei un tipo che vuole fare un viaggio di cinque/sei mesi con dieci euro di budget giornalieri.

Sono bastati un paio di click e dopo due giorni mi e’ stato recapitato un pacco di 16kg, contenente la mia nuova amica. Dopo pochi ritocchi abbiamo iniziato a macinare insieme i primi chilometri sulle strade di Shenzhen e a far conoscere il mio sederone al suo raffinato sellino…

A questo punto bisognava solo decidere il nome…. Volevo darle un nome che richiamasse il percorso che dovevo fare. Inizialmente avevo pensato ad Amira, che vuol dire principessa del deserto in arabo ma poi, considerato che il mio viaggio sarebbe cominciato in Tibet e la raccolta fondi destinata a bambini rifugiati tibetani, ho deciso di darle un nome tibetano. Ma quale?

L’aiuto questa volta arriva da Wikipedia che mi racconta che il primo re tibetano, per unificare e rafforzare il proprio regno, prese in spose una principessa nepalese e una cinese, le quali tra l’altro portarono il buddismo in Tibet. Mi e’ subito piaciuta l’idea che Tibet e Cina, a differenza della situazione attuale, abbiano avuto profonde e positive connessioni, cosi ho deciso di chiamare la mia bici come quella principessa: Wénchéng !!! Nella speranza che ci possa essere ancora, un giorno, cooperazione tra Cina e Tibet..

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