Mancanza di ossigeno e problemi con la polizia cinese

Terzo giorno di viaggio. Oggi riposo, dopo i primi due giorni nei quali ho stupidamente esagerato. Duecento chilometri percorsi (92 il primo giorno e 110 ieri) atttaverso le zone desertiche dell’altopiano tibetano e tra le montagne che lo dividono dal deserto del Gobi, che mi costringono a pedalare spesso su e giu’, oltre i tremilametri di quota, con conseguente mancanza di ossigeno. Ieri in particolare dopo settanta chilometri percorsi, senza saperlo, mi sono trovato a salire un passo di3330 metri, spinto solo dal desiderio di raggiungere l’unico villaggio disponibile a trentachilometri.

Scrivo infatti da Dachaidam, uno di quei posti “dimenticati dal signore”, dove nessuno parla inglese, la gente ti fotografa di nascosto e dove.entrare in un ristorante vuol dire mangiare con tutte le facce degli altri commensali rivolte verso di te.
Era una cittadina sulla via della seta, e lo dimostra la massiccia quantita’ di cinesi musulmani….ora ci passa una autostrada ma nonostante questo di turisti occidentali non ne passa nessuno, tant’e’ che nessun hotel del paese puo’ ospitarmi, in quanto straniero….

Sono arrivato ieri sera in procinto di svenire dopo la tappa proibitiva, desideroso di un letto e di una doccia. Busso a tutti gli hotel del paese… non mi accetta nessuno. Nessuno puo’ ospitare stranieri. Inizio a sentirmi davvero male e commetto un errore da principiante: chiedo aiuto alla polizia.
Trovo due agenti ai quali cerco di far capire che ho assoluta necessita’ di pernottare in paese ma che nessuno mi puo’ accogliere.
La mia speranza e’ che,vedendomi “distrutto”, chiudano un occhio permettendo ad un hotel di ospitarmi.Il poliziotto piu’ vecchio invece dal traduttore del telefono mi fa leggere:”you can not stay here go now”. Mi costringe ad andarmene, suggerendomi di raggiungere la turistica citta’ di Duhnuang a 350 km di distanza… Fingo di abbandonare la citta’, avviandomi verso la strada statale me in realta’ continuo a supplicare ogni albergatore di ospitarmi…cercando nel frattempo di non farmi vedere dalla polizia…

Finalmente trovo un albergo dove la receptionist non spalanca la bocca vedendomi entrare…mi presento col poco di cinese che so e le faccio.leggere la mia “Magic Letter”…si chiama Jiu Ma ed e’ tibetana. Chiama il boss dell’hotel e gli fa leggere la lettera. Accettano di ospitarmi e mi fanno uno.sconto di 50rmb(otto euro) purche’ non porti la bicicletta in camera…

P.s: la foto della macchina e’ la prima auto che si e’ fermata per regalarmi una bottiglia di.acqua mentre pedalavo…

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