Resoconto primo mese di viaggio

Regioni attraversate: Quinghai,Gansu,Xinjian e Kazakisthan(entrato 6 giorni fa)

1 giorno arrestato dalla polizia cinese poco piu’ a nord di Urumqui(nessuno parlava inglese,quindi non ho ancora capito il motivo)
2 raggi della ruota posteriore spaccati
4 le camere d’aria bucate
5 le creature da cui sono dovuto scappare(cani da pastore, cammelli selvatici, poliziotti cinesi, zecche e un ragazzo kazako a cui stavo particolarmente simpatico)
11-13 km/h la velocita’ media in salita o quando ho vento contro
18km/h la velocita’ media globale giornaliera
25km/h la velocita’ media quando ascolto gli ACDC
+30 le persone che si sono fermate per offrirmi dell’acqua, sigarette, fette di anguria e addirittura un passaggio
42 le temperatura piu’ alta nella quale ho pedalato
+100 i poliziotti che hanno controllato il mio passaporto nella regione cinese dello Xinjing(due di loro parlavano addirittura un inglese elementare)
-120 metri sotto il livello del mare, il punto piu’ basso percorso
156 km la distanza piu’ lunga percorsa in una giornata(dal 122°kilometro avevo la polizia alle calcagne)
2374 i chilometri totali percorsi finora
3699 l’altezza della cima piu’ alta raggiunta con la bici

Alcune considerazioni ed episodi sparsi
-sul treno per Lasha, capitale del Tibet, capisci di avere superato i 3000 metri di quota quando inizi ad avere un leggero mal di testa e i bambini intorno a te iniziano a vomitare all’unisono.
-salendo in quota con la bicicletta per questione di pressione tutte le buste di cibo sigillate si sono gonfiate fino quasi ad esplodere…le.ruote della bici stesse erano dure come il marmo
-arrivato quasi nel deserto dello Xinjing sento due piccole esplosioni nel mio bagaglio, senza capire da cosa fossero causate…..faceva talmente caldo che gli accendini che uso per avviare il mio forno ad alcool erano esplosi, costringendomi a cenare mangiando spaghetti crudi
-il Potala a Lasha, palazzo di residenza del Dalai Lama, prima che fosse esiliato in India, e’ Sensazionale…come complessita’ e ricchezza di particolari, di tutte le strutture che ho visto, credo sia secondo solo a San Pietro a Roma. Centinaia di stanze, collegate da stretti cunicoli, sfarzosi corridoi o piccoli cortili nascosti. Migliaia di statue di Buddha e delle sue reincarnazioni. Tutto talmente bello che neanche i cinesi durante la rivoluzione culturale, nella quale distrussero quasi tutto di religioso, se la sentirono di toccarlo
-il governo cinese ha imposto l’obbligo di ridurre il numero di monaci in ogni monastero tibetano mentre nello Xinjiang, dove ci sono minoranze etniche musulmane, per legge nessun bambino al di sotto dei 18 anni puo’ professare questa religione
-in un piccolo paese kazako mi si avvicina in bicicletta un ragazzo, chiaramente omosessuale, chiedendomi di fare un selfie…accetto volentieri ma quando riprendo a pedalare lui mi viene dietro e, appena usciti dal paese, inizia a dirmi “pasjhausta”, che vuol dire “ti prego” indicando la folta vegetazione ai bordi della strada con l’intento di infrattarsi la dietro…dopo dieci minuti di incessanti suppliche decido di accelerare e seminarlo ma, essendo gia’ all’ottentesimo chilometro di giornata e con la bici carica mi ci vogliono 10km e l’aiuto degli acdc per vederlo scomparire alle mie spalle
-la viabilita’ stradale in Cina e’ governata dalla legge del piu’ grosso…me ne sono dimenticato il primo giorno dove nonostante il semaforo verde sono stato colpito da un tre ruote passato col rosso…ruota posteriore da buttare
-il buddismo tibetano e’ completamente diverso da quello del sudest asiatico. Un monaco buddista tibetano lo e’ per sempre, da quando entra nel monastero fino alla morte. Con la “cinesizzazione” e la globalizzazione, sempre meno giovani decidono di diventare monaci… solo le povere famiglie nomade sono le ultime a mandare i loro figli
-mai proverbio e’ stato piu azzecato di “canta che ti passa” se pedali per 10 ore nel deserto
-nella steppa in kazakistan trovo una specie di carro armato abbandonato poco lontano dalla strada. Il sole stava quasi tramontando cosi decido di fare l’ultima sosta prima di piantare la tenda qualche chilometro dopo… dalla ferraglia esce un cacciatore con fucile in mano che, vedendomi in bici, mi offre due mele, dell’acqua e una manciata di caramelle. Gli dico che dormo in tenda e lei senza scomporsi mi dice: “attento a lupi, serpenti e scorpioni”…ho passato notti piu’ riposanti
-ad Urumqui mi sono concesso.una giornata in piscina dopo settimane di bici nel deserto… ingresso 20rmb+5rmb di visita medica obbligatoria con la tipa che controlla se hai malattie della pelle
-arrivato ad Almaty in Kazakisthan, dopo un mese quasi da eremita tra montagne e deserti, decido di divertirmi un po’, cosi, con alcuni ragazzi dell’ostello(anche kazaki) usciamo per locali in una di quelle classiche serate”si dai un paio di birre e rientriamo ma che si rincasa alle cinque”….verso la chiusura dell’ultimo locale mentre sono quasi tutti fuori a fumare o in bagno prima di andare via mi ritrovo seduto al tavolo da solo con una ragazza appena conosciuta e con la quale inizio a parlare… Mi chiede del viaggio in bici e mi racconta dei suoi problemi con un ex marito un po’ violento…Poco dopo arriva un tipo enorme che mi dice qualcosa di estramemente aggressivo in kazako…io penso sia un cameriere che ci sta dicendo che il locale chiude tra poco ma, non capendo tutta questa ingiustificata aggressivita’, gli sorrido dandogli una pacca e dico ridendo:”man take it easy, we leave soon!!”…Appena questo capisce che sono straniero mi dice:”I am the husband” e acchiappa la tipa trascinandola via. Il primo pensiero e’ che se intervengo questo mi apre in due ma il secondo e’ per la povera ragazza cosi mi alzo, quantomeno per provare a calmarlo…mi ferma uno degli “scagnozzi” del tipo che, con fare molto cortese e rilassato, mi dice:”dont mess up with my brother, he is crazy, we controll him!”… la povera ragazza ci raggiunge una mezz’ora dopo, sulla via di casa, in lacrime
-arrivato in emergenza ad Urumqui, con due raggi della bici rotti, mi sono fermato al primo ciclista per ripararli…il meccanico era sordomuto…non ho trovato nessuna differenza a comunicare con lui rispetto a quasi tutti gli altri cinesi
-molti mi chiedono dove mi lavo quando pedalo in zone remote…be’ ecco…non mi lavo…se ho abbastanza acqua mi sciacquo le ascelle e la faccia…Si…entrare in tenda non e’ sempre piacevole ma per fortuna i piedi sono la parte del corpo piu’ lontana dal naso
-mentre ero a Lasha erano in corso i mondiali di.calcio, cosi’ una notte sgattaiolo fuori dall’hotel alla ricerca di un locale dove vedere la partita…ne trovo uno parecchio affollato…livello di tamarraggine della gioventu’ tibetana secondo solo a quello dei rapper americani… uno addirittura e’ entrato nel locale con la moto accesa… pero’ tutti sorridenti e generosi… addirittura veniva la gente ad affrirmi.bottiglie di birra
-pedalare nel deserto e’ talmente secco che, anziche’ sudare, mi trovo sempre la maglia e le braccia piene di sale….ma tanto sale…
-la penultima sera in Cina, sulle montagne del TianShan, a duemila metri di quota, finito di cenare, vedo avvicinarsi un temporale pazzesco, roba da fulmini ogni cinque secondi e tuoni senza interruzione…non una bella cosa se la tua bici e i pali della tua tenda sono gli unici pezzi di metallo nel raggio di 100km….allontano la bici dalla tenda e mi infilo in tenda pregando che il temporale non mi raggiunga… dopo poco si allontana lasciandomi vittima solo di un forte vento e quattro gocce d’acqua… il giorno dopo, raggiunto un autogrill, apro il wifi e leggo il sito del corriere…un articolo parla di un ragazzo ferito gravemente da un fulmine mentre era in spiaggia in Salento…chi mai si aspetterebbe di essere colpito da un fulmine in spiaggia??…in Salento per di piu. Penso che la vita sia una serie di coincidenze e casualita’ che non possiamo controllare…Per questo vale davvero la pena cercare di vivere al massimo, ciascuno a modo suo, sempre senza risparmiarsi o lasciarsi impaurire…

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