TORNARE DOPO QUATTRO ANNI IN GIRO PER IL MONDO … CON PIU’ SOLDI DI QUANDO SI E’ PARTITI …

Circa tre anni fa, di ritorno dai miei primi due anni di viaggio tra Asia e Australia avevo scritto questo articolo (https://www.mangiaviviviaggia.com/viaggiare-low-cost-claudio-piani/) per il celebre Blog di viaggi “MangiaViviViaggia”, nel quale raccontavo di come ero riuscito a finanziarmi circa 859 giorni di viaggio con soli 8 mesi di duro lavoro in Australia ed anzi … una volta tornato in Italia, mi ero accorto di aver messo più soldi di quanto non ne avessi spesi …

Lavorare in Australia e viaggiare realmente all’avventura erano stati gli elementi necessari e sufficienti perché questo accadesse.

L’IDEA DI PRENDERMI UN ANNO SABBATICO…

Ero partito nell’agosto 2014 con l’idea di prendermi un anno sabbatico ed attraversare l’Asia senza prendere aerei. Impiegai sei mesi per compiere la tratta da Milano a Jakarta, passando attraverso la Russia, la Mongolia, la Cina e tutto il Sudest Asiatico. Ero ancora abbastanza inesperto e non avevo pianificato di percorrere quei 30.000 km in un numero di giorni adeguato, quindi il prezzo degli spostamenti e conseguentemente il costo dei visti avevano influito in maniera decisiva sul bilancio dei miei primi cinque mesi e mezzo di viaggio.

Alla fine, conclusi con una spesa media di 26,8 euro al giorno tutto incluso.

In queste spese pesano aspramente i 350 euro spesi per percorrere l’intera rotta della Transiberiana (sempre e comunque in terza ed ultima classe) e i 530 euro spesi per i vari visti (costosi soprattutto quello russo, bielorusso e cinese, presi nelle ambasciate a Milano).

Arrivato a Jakarta, decisi poi di volare in Australia per completare il mio anno sabbatico, visitare la nazione e provare a recuperare i soldi spesi durante la mia prima attraversata dell’Asia. Non potevo ancora immaginare che i mesi di lavoro in Australia, oltre a farmi recuperare i soldi spesi me ne avrebbero fatti guadagnare molti di più…

Il costo della vita era sicuramente alto ma il fatto che vivessi ad Adelaide (non una delle città “top”) e che vivessi prima ospite di una famiglia di origine italiana, alla quale pagavo un affitto basso e sistemavo il giardino, e poi in una casa condivisa con un paio di asiatici, aveva fatto sì che la mia spesa media per vivere si aggirasse intorno ai 118 euro a settimana. Una cifra non molto diversa da quella che spendevo a Milano.

La differenza riguardo a Milano era però il lavoro, che, seppur molto faticoso e più noioso di quello che facevo a casa, economicamente non aveva paragone.

Svolsi fin da subito 3 lavori alla settimana (magazziniere, elettricista e “badante”) perché avevo bisogno di guadagnare, e questo mi garantiva un’entrata di circa 1000 euro a settimana.

Appena la stanchezza e la voglia di godermi la vita australiana iniziarono a farsi sentire scesi a 2 lavori a settimana (garantendomi 660 euro circa a settimana) e successivamente uno solo (garantendomi 520 circa a settimana).

Dopo sette mesi circa di lavoro nella terra dei canguri mi ritrovavo con parecchi soldi in più di quando avevo lasciato l’Italia quindici mesi prima … Proprio da lì nacque l’idea di prolungare l’anno sabbatico e decisi che sarei tornato in Italia ancora una volta via terra … Questa volta da Singapore a Milano in Autostop!!!

SINGAPORE-MILANO IN AUTOSTOP

Il viaggio è durato 280 giorni nel quale ho riattraversato l’Asia spendendo in media 15,4 euro al giorno (ben 11 euro in meno di media rispetto al viaggio di andata).

Drasticamente calate le spese dei trasporti grazie all’autostop, hanno pesato sul bilancio i visti e permessi speciali (638 euro totali) e qualche “sfizio” che ho deciso di concedermi durante il tragitto, come un giro nel deserto in Turkmenistan e l’affitto di una moto sulle cime dell’Hymalaia indiano.

In maniera piuttosto precisa questo è stato il costo del viaggio di rientro nazione per nazione:

✎ Malesia: 8 giorni, 10,9 euro al giorno

✎ Thailandia: 18 giorni, 12,4 euro al giorno

✎ Birmania: 22 giorni, 16,9 euro al giorno

✎ India: 43 giorni, 13,7 euro al giorno

✎ Nepal: 43 giorni 11,3 euro al giorno

✎ Cina 27 giorni, 18,6 euro al giorno

✎ Kazakisthan, 7 giorni, 11,4 euro al giorno

✎ Kyrgiztan, 24 giorni, 10,8 euro al giorno

✎ Tajikistan, 22 giorni, 13,6 euro al giorno

✎ Uzbekistan 11 giorni, 20,2 euro al giorno

✎ Turkmenistan 3 giorni, 52,4 euro al giorno

✎ Iran 24 giorni, 16,9 euro al giorno

✎ Turchia 9 giorni, 17,8 euro al giorno

✎ Balcani e ingresso in Italia: 19 giorni, 18,3 euro al giorno

Rientrai in Italia a dicembre 2016 dopo 859 giorni… I circa 9000 euro spesi in due anni di viaggio erano stati coperti da sei mesi di lavoro in Australia e, quando qualche mese dopo il mio rientro, ricevetti l’assegno di pensionamento dal governo Australiano… maturai una nuova idea…

 

ALTERNARE UN ANNO DI LAVORO IN NAZIONI DOVE ERA FACILE RISPARMIARE SOLDI … E UN ANNO DI VIAGGIO IN NAZIONI DOVE LA VITA COSTA POCHISSIMO.

Avevo scoperto sulla mia pelle quanto fosse economico viaggiare “all’avventura” in Asia e quanto fosse facile trovare lavoro e guadagnare rapidamente in alcune nazioni.

 

VIVERE IN CINA

Pensai quindi di trovare un’altra nazione “propizia” e traferirmi lì per un anno… risparmiare altri soldi e riprendere a viaggiare. Le scelte possibili erano: Nuova Zelanda, Canada, Svizzera o Norvegia… Ma in cuor mio non volevo lasciare l’Asia. Anzi avrei voluto provare proprio a vivere lì.

le mie canaglie...

Pensai subito alla Cina. Me ne ero innamorato attraversandola due volte negli ultimi tre anni e soprattutto soddisfava tutti i criteri che cercavo: mi avrebbe garantito una nuova e diversissima esperienza di vita, avrei guadagnato uno stipendio buono, avvalorato dal basso costo della vita! In più in Cina avrei potuto fare il mio lavoro: l’allenatore di basket o l’insegnante anziché altre mansioni diverse dal mio percorso di studio, come avevo fatto in Australia. L’ultimo vantaggio del trasferirmi in Cina sarebbe poi stata la sua posizione “strategica”, grazie alla quale avrei potuto visitare, nel corso dell’anno lavorativo nazioni e regioni che desideravo visitare: Sri Lanka, Filippine e Tibet.

Mi misi quindi alla ricerca e trovai lavoro come insegnante nella scuola pubblica cinese, che unito a qualche lavoretto extra: principalmente insegnante di inglese e modello per i prodotti di Amazon, mi garantivano ancora una volta uno stipendio ben più alto di quello che guadagnavo in Italia … Con la differenza … Ancora una volta, che qui la vita costava pochissimo. Cinquecento euro mensile era la spesa media per vivere, comprendente di: appartamento in affitto, bollette, telefono, 30 colazioni in strada, 30 cene al ristorante, una seduta di massaggi a settimana, qualche birra nel week end e … il pietoso caffè solubile Nestcafe.

Tutti gli articoli della mia esperienza di vita in Cina (https://vagabondiario.wordpress.com/tag/2017-vivere-in-cina/).

Terminato l’anno scolastico e conseguentemente il contratto di insegnante, l’agenzia per la quale lavoravo e che mi aveva assunto come maestro mi ha subito offerto un altro anno di contratto con un discreto aumento della paga. Ma nella mia testa … ero già pronto a ripartire per una nuova avventura

Il conto in banca era cresciuto, come già successo in Australia e durante l’anno ero riuscito a visitare sia lo Sri Lanka e Taiwan…. Ora dovevo solo decidere come tornare a casa… l’anno di lavoro era terminato…ora dovevo solo decidere come impiegare il mio “anno di viaggio”….Il mio “terzo anno sabbatico” in cinque anni!!!

Nel 2014 avevo attraversato l’Asia coi mezzi pubblici…nel 2016 in autostop … perché non tentare in Bicicletta??? Dalla Cina a Milano…

 

CYCLING HOME FROM TIBET – un viaggio per beneficenza

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(tutti gli articoli: https://vagabondiario.wordpress.com/tag/2018-cycling-home-from-tibet/).

Trasferiti quasi tutti i soldi dal mio conto in banca cinese a quello italiano, ero pronto per partire. Oltre che il viaggio in sé però, volevo fare qualcosa di più… Dopo aver speso parte degli ultimi anni della mia vita in Asia, tra viaggi all’avventura e lavori più o meno seri, sentivo il bisogno di dare qualcosa in cambio a questo meraviglioso continente e alla sua gente. Decisi così di trasformare il mio viaggio verso casa in una raccolta fondi per una struttura che operasse sul territorio. Rientrare a casa in bicicletta, sarebbe stata una “avventura” sufficientemente tosta da poter giustificare una raccolta fondi. Aprii una pagina Fb, dove oltre che raccontare il viaggio, sponsorizzavo la Tashi Orphan School di Katmandu, grazie alla quale siamo riusciti a raccogliere più di 2500euro!!! Raccolta fondi completata poi dalla vendita del libro: VAGABONDIARIO (https://vagabondiario.wordpress.com/2019/04/10/vagabondiario-un-libro-per-beneficenza/), che raccoglie tutti gli aneddoti di questi quattro anni di viaggio e il cui ricavato è stato destinato in beneficenza allo stesso orfanotrofio.

All-focus
All-focus

Ci sono voluti 139 giorni per coprire la tratta dal confine nord del Tibet a Milano. Tempi accelerati per l’arrivo dell’inverno.

Il 16 dicembre 2018 si completava la mia terza attraversata dell’Asia, più di 1000 giorni dopo l’inizio dell’avventura nell’agosto 2014. Più di quattro anni in giro per Europa, Asia e Oceania… INTERAMENTE FINANZIATI DA 8 MESI DI LAVORO IN AUSTRALIA E 12 IN CINA!

MAPPADEFINITVA

COME è STATO POSSIBILE?

Come già detto, viaggiare in nazioni dove la vita e gli spostamenti costano pochissimo, abbinato a lavorare in nazioni dove gli stipendi sono molto buoni è stata la parte cruciale che mi ha permesso di viaggiare per più di quattro anni autofinanziandomi e addirittura “guadagnando”. Nulla però sarebbe stato possibile senza uno spiccato spirito di avventura e adattamento. Parliamoci chiaro, viaggiare con 10-15 euro di budget al giorno non è facile (soprattutto se si viaggia da soli) come sembra… O meglio… diventa facile se si è disposti a fare autostop il più spesso possibile … dormire spesso in “bettole”, in tenda, in spiaggia… talvolta anche su panchine di stazioni o sotto i ponti…

Ho stilato un piccolo prospetto su alcune idee che mi hanno permesso di risparmiare molto in questi anni di viaggio:

Come viaggiare low cost

È noto che viaggiare in Asia sia di per sé piuttosto economico ma per potersi permettere di viaggiare spendendo così poco, è necessario sapersi un po’ adattare e talvolta stringere i denti. Solo alla fine ci si rende conto di quanto ne valga la pena.

✘ Le spese fisse

Ci sono due spese che durante il viaggio sono “fisse” e sulle quali non si può risparmiare: le attrazioni turistiche ed i visti.

Sarebbe stupido visitare la Cina e non salire sulla Muraglia Cinese perché il costo d’ingresso è fuori budget. Quindi è evidente che luoghi come questo, oppure Angkor Wat o qualche trekking sull’Himalaya, siano una spesa salata ma che vale la pena sostenere.

Il secondo motivo sono i visti.

Ho speso circa 2000 euro complessivi (20% dei miei costi totali di viaggio) per garantirmi i visti di Bielorussa, Russia, Cina (tre volte), Vietnam, Laos, Cambogia, Indonesia, Australia, Birmania, India, Nepal, Tajikistan, Uzbekistan(due volte), Turkmenistan, Iran, Sri Lanka, Tibet e Azerbaijan.

A parte i primi tre, ottenuti alle rispettive ambasciate a Milano, tutti gli altri li prendevo sempre nella nazione precedente. Particolarmente rognoso ottenere il visto di transito per il Turkmenistan.

✘ Pernottamenti

Dormire è sicuramente economico in Asia, ma si trasforma spesso in una delle spese più incisive sul budget di viaggio.

Farsi ospitare non è per nulla difficile, sia tramite couchsurfing (in alcune nazioni) sia grazie alle conoscenze che avvengono quotidianamente per la strada.

Farsi ospitare però, sebbene faccia risparmiare notevolmente, talvolta può diventare faticoso e stancante, non lasciandoti sempre la totale libertà di fare ciò che vuoi.

Diventa quindi utile cercare un ostello economico dove, oltre a garantire totale libertà, puoi anche incontrare qualche compagno di viaggio con cui condividere informazioni, dividere qualche spesa e perché no, bere una birra in compagnia.

Nel primo anno e mezzo di viaggio per esempio: su più di 400 notti di viaggio effettivo, avevo trascorso:

  • 276 notti sono stato in ostelliguest house o case private (a pagamento)
  • 52 notti sono stato ospitato gratuitamente (la nazione più amichevole è la Russia, direi)
  • 33 notti le ho passate in tenda
  • 30 notti in treno, a volte perché le distanze erano notevoli, altre volte perché era strategicamente più economico dormire in treno risparmiando sull’alloggio. Tappa più lunga: 72 ore consecutive in Russia.
  • 22 notti in Bus
  • 11 notti in un monastero Buddista alle pendici dell’Himalaya in Nepal. In totale silenzio!
  • 10 notti in Yurte mongole e kyrgike
  • 6 notti su delle palafitte nel sudeast asiatico
  • 4 notti in strada
  • 2 notti in nave
  • 2 notti in stazione
  • 1 notte in una moschea
  • 1 notte sul castello di plastica di un parco giochi per bambini a Singapore

✘ Spostamenti

Gli spostamenti sono la seconda grande spesa di viaggio.

Il non aver preso quasi nessun aereo ha evidentemente ridotto questa uscita economica ma prendere spesso treni e bus può risultare comunque costoso. Durante il viaggio, specie al ritorno, ho deciso quindi di abbattere questa spesa facendo il più possibile autostop.

Non è sempre facile ed a volte non è neanche conveniente se si pensa che spesso si sta sotto il sole per due o tre ore con il pollice alzato per evitare di prendere un bus che costerebbe 1 euro e 50 centesimi… Quante volte mi sono maledetto!

D’altro canto però, tutti i passaggi rimediati sono stati “sicuri” e spesso chi mi caricava, oltre ad offrirmi il passaggio, mi offriva anche il pranzo o qualche dolcetto, acqua o sigarette.

Le nazioni più “autostop-friendly” sono state sicuramente la Birmania e l’Iran, dove generalmente riuscivo a rimediare un passaggio in meno di cinque minuti.

Le nazioni più complicate sono state la Malesia (un giorno ci sono volute 6 ore prima di essere caricato) e l’Italia, dove ho trascorso quattro ore di attesa all’autogrill di Udine per poi essere caricato di un russo e due ore all’autogrill di Verona per poi essere caricato da un austriaco.

Autostop in Birmania

✘ Cibo

Altra spesa necessaria ma facile da controllare è il cibo.

Non ho dati precisi su quanto abbia speso in questo senso, ma sono comunque riuscito a contenere la spesa con qualche piccolo e banale accorgimento che in realtà molti altri backpackers e viaggiatori, con mio grande stupore, non rispettavano.

È sempre bene mangiare il cibo locale (un Dal Bath in Nepal costa tre volte meno di un hambuger), a volte uscire dalle zone turistiche di quattro/cinquecento metri può far calare il prezzo di un piatto di più della metà.

Nelle nazioni “costose” quali Australia e Nuova Zelanda vale la pena fare la spesa e cucinare con il fornelletto a gas. Sicuramente da evitare o ridurre il consumo di alcool che alla lunga incide pesantemente sul budget giornaliero di viaggio.

Il valore dei soldi

Uno dei modi in cui sono riuscito a contenere le spese di viaggio (un aspetto a mio modo di vedere essenziale quando si viaggia per lunghi periodi) è stato iniziare a ragionare in valuta locale.

Per esempio uno squisito frullato di mango in Thailandia (nelle vie turistiche) costa 40/50 bath cioè l’equivalente di 1 euro.

Una stupidata se si ragiona in euro… ma se invece si pensa che per pernottare in certi ostelli pagavo 100/150 bath a notte è facile capire come i 50 bath spesi per il gustoso frullato abbiano un impatto incredibilmente alto sulla vita che sto vivendo in quella nazione rispetto all’euro che in Italia mi sembra una spesa ridicola e più che giustificabile per uno vizio.

Questa mentalità può far storcere il naso a qualcuno… ma è esattamente così che sono riuscito a vivere la più grande e incredibile avventura della mia vita…

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