Working holiday Visa in Australia

Atterrato in Australia, a metà dicembre 2014, dopo i 139 giorni di viaggio da Milano all’Indonesia, avevo il desiderio di visitare la terra dei canguri ma soprattutto avevo la necessità di trovare un lavoro che mi permettesse di recuperare i soldi spesi durante i cinque mesi di viaggio appena conclusi. Ero arrivato con un “Working holiday Visa”, ovvero un regolare permesso di lavoro, che mi avrebbe permesso di stare in Australia per un intero anno e svolgere qualsiasi tipo di attività.

Decisi di viaggiare il primo mese, visando le principali città della costa sud-est: Adelaide, Melbourne e Sydney, con lo scopo non solo di scoprirne cultura e peculiarità ma anche capire quale città “calzasse” meglio alle mie esigenze di immigrato. In poco tempo mi fu chiaro che Adelaide sarebbe stata perfetta, più piccola e tranquilla delle ben più dinamiche e multiculturari Melbourne e Sydney ma con maggiori possibilità lavorative e molto meno concorrenza di altri “backpackers”.

Ero infatti riuscito a trovare immediatamente tre lavori, che mi garantivano una incredibile entrata di 1000 dollari a settimana circa. In breve tempo ero quindi riuscito no solo a recuperare tutti i soldi spesi nell’attraversata via terra dell’Asia ma anzi, stavo iniziando risparmiare molti più soldi del previsto. Grazie a questo mi licenziai via via dai due lavori più pesanti, continuando a lavorare solo in una azienda di elettrodomestici.

A dicembre 2015, dopo un anno trascorso in Australia, mi trovavo ufficialmente con molti più soldi di quando ero partito nell’agosto 2014 dall’Italia. Decisi così di prolungare ulteriormente il mio già prolungato “anno sabbatico”… Avevo risorse sufficienti per un altro lungo viaggio…

Avevo attraversato l’Asia via terra da Milano all’Indonesia usando solo mezzi pubblici…perchè non rifare una cosa simile ma cambiando percorso e modalità di viaggio?

Nasce quindi l’idea di tornare a casa in Autostop, partendo da Singapore. Questa volta però attraversando l’Asia subHimalayana, l’Asia Centrale e l’Iran….